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Stralcio dall'8° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza
ROMA (27-11-2007) - La pubblicazione del Rapporto Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza coincide quest'anno con importanti tappe nella storia di entrambe le Associazioni: il venticinquennale dell'Eurispes e il ventennale di Telefono Azzurro. 2007-11-16 ROMA [Foto: il sociologo Gian Maria Fara]
Non è un caso che due realtà come le nostre abbiano avviato e sperimentato in questi ultimi anni diverse forme di collaborazione e di reciproco supporto.
L'Eurispes ha saputo, grazie alla vocazione di osservatore attento e indipendente della vita del nostro Paese, accreditarsi non solo come centro di produzione di conoscenza, ma anche di orientamento e di formazione della pubblica opinione fino ad assumere il ruolo di una vera e propria agenzia di senso.
Fin dalla sua nascita, Telefono Azzurro dà voce ai bambini e offre loro ascolto e aiuto nelle situazioni di disagio, abuso e maltrattamento. Un ascolto le cui modalità sono mutate nel tempo nel tentativo di rispondere in modo adeguato alle nuove esigenze dell'infanzia e dell'adolescenza, delle famiglie e delle altre figure educative.
Nei momenti fondamentali della vita, spesso ci si ferma per fare il punto della situazione. Conoscere il proprio passato è determinante per muovere passi in avanti. Questo Rapporto vuole rappresentare un momento di riflessione sul percorso fin qui fatto e offrire, ancora una volta, scenari possibili su ciò che deve ancora arrivare.
Ci siamo dunque chiesti che cosa in questi ultimi venti-venticinque anni sia intervenuto a modificare gli assetti della nostra società, quali le problematiche legate al mondo dei più piccoli che ancora restano irrisolte, quali i fenomeni emergenti che si annidano tra le pieghe del nostro corpo sociale.
L'avvento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha fornito una nuova connotazione alla società occidentale, ha moltiplicato e potenziato le capacità di conoscenza, di connessione, di espressione di tutti, in special modo di coloro i quali devono essere considerati insieme i figli e i protagonisti di una rivoluzione epocale: le giovani generazioni. Tutto questo è accaduto in un brevissimo lasso di tempo, con una velocità mai osservata prima nella storia dell'evoluzione dell'umanità.
E i figli di oggi sono evidentemente cambiati. Sottoposti ed esposti ad un numero sempre maggiore di stimoli, i bambini e i ragazzi hanno a disposizione innumerevoli risorse, che aumentano di anno in anno, quando non di mese in mese, in maniera esponenziale. Accanto a questo, cresce anche la varietà dei rischi ai quali possono andare incontro, così come le modalità e le forme di disagio che li coinvolgono.
Se è vero, ad esempio, che fino a qualche decennio fa l'idea che gli abusi sessuali potessero riguardare anche l'infanzia veniva in qualche modo negata o rifiutata, oggi il tema dell'abuso si allarga su scenari sempre più ampi, inquietanti e di difficile controllo. Ne sono un esempio la pedopornografia on line o le innumerevoli forme di abuso che riguardano i bambini stranieri nel nostro Paese; ma anche le quotidiane immagini e le informazioni legate ad eventi catastrofici, violenti o di forte impatto emotivo che entrano nelle nostre case e raggiungono i più giovani attraverso la Tv, Internet, la carta stampata e, ormai, anche i cellulari. Viviamo, infatti, in un'epoca nella quale gli stessi mass media possono, nei casi più estremi, porsi come una sorta di soggetto abusante attraverso le proprie caratteristiche di pervasività e di intrusione, spesso senza regole, nel nostro vissuto quotidiano. Ci si interroga, dunque, su come si possa riuscire a far convivere insieme il diritto di informare e di essere informati con la tutela e la sicurezza dei bambini e degli adolescenti.
Sul versante dei macro-fenomeni individuati, quest'anno nel Rapporto ne segnaliamo alcuni di particolare rilevanza globale, sia per la diffusione sia per la tendenza ad assumere contorni variegati e di difficile lettura.
Innanzi tutto, la pratica diffusa quanto sommersa da un punto di vista statistico, del turismo sessuale, ormai annoverabile tra le derive più inquietanti dell'abuso e dello sfruttamento dei minori. Questo mercato coinvolge ormai a livello internazionale milioni di bambini. Anche il giro di affari legato allo sfruttamento sessuale è spaventoso: il fatturato mondiale dell'industria clandestina del sesso con bambini fa ormai concorrenza, per profitti e per numero di criminali coinvolti, a quello della droga. Ogni anno da tutte le nazioni del mondo vengono spesi, per contrastare il traffico e lo sfruttamento sessuale dei bambini, tanti dollari quanti la criminalità ne guadagna in un pomeriggio di sfruttamento dei piccoli. E non si tratta solo di un fenomeno che colpisce i bambini dei paesi più poveri: dal Sud-Est asiatico all'America Latina, fino all'Europa, il turismo sessuale è un fenomeno globale e sempre più di massa.
Anche il lavoro minorile rimane una problematica complessa e largamente diffusa. Tutte le regioni del mondo, seppure in diversa misura e con diverse caratteristiche, sono interessate dal problema che è ancora presente in forme estremamente eterogenee anche nei paesi industrializzati.
Le esperienze di lavoro precoce oggi nel nostro Paese coinvolgono circa 400.000 minorenni italiani e stranieri. Si va dai contesti di disagio, di povertà e rischio di povertà, al lavoro visto come l'alternativa positiva rispetto allo stare in strada, fino all'inserimento dei minorenni in contesti di imprenditoria familiare nei quali non vi è assolutamente una situazione di povertà. Esiste una fascia grigia di bambini coinvolti in attività lavorative che non si connotano per un elevato grado di pericolosità o di sfruttamento e che spesso permettono la compresenza di scuola e lavoro. In questa zona d'ombra, si riscontrano una nuova povertà, quella relazionale, e una persistente tendenza a considerare i bambini come piccoli adulti.
Altri rischi riguardano la sicurezza e la salute dei bambini e degli adolescenti, come evidenziano le tante situazioni di emergenza che pervengono alle linee di Telefono Azzurro: bambini scomparsi, bambini vittime di abusi sessuali e fisici, testimoni della violenza tra i propri genitori. Il disadattamento, la sofferenza e i disturbi mentali in età evolutiva costituiscono fenomeni in crescita, non più relegabili ai contesti caratterizzati da povertà, emarginazione e multiproblematicità, ma trasversali alle fasce d'età, ai livelli di reddito e di istruzione, ai diversi retroterra culturali
http://www.icn-news.com/?do=news&id=1859
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