|
Ennesimo fatto di sangue in famiglia |
|
|
|
Ennesimo fatto di sangue in famiglia
TRENTO - Un rapporto familiare in crisi e' sfociato ieri sera in tragedia, sconvolgendo la tranquillita' di un paesino turistico del TrentinoRonzo Chienis, dove da qualche tempo abitava AurelIja Panku, una donna serba di 38 anni, e i suoi tre figli, un maschietto di sei anni e due gemelline di cinque. La donna aveva lasciato a Cremona il suo compagno di vita, Claudio Soresinetti, guardia giurata di 51 anni, con il quale negli ultimi tempi i rapporti erano diventati difficili.
Ieri sera l'uomo ha fatto fuoco con la pistola d'ordinanza contro la sua famiglia e ha ucciso la donna e ferito gravemente il figlio di sei anni. Un colpo ha raggiunto anche il fratello della donna, un uomo di 34 anni che lavora in una ditta di marmi della zona.
(ANSA)
Andiamo quindi a vedere il commento dei giornali rispetto alle cause di questo come di altri fatti. Troviamo poche ipotesi e molti silenzi rassegnati. C’è chi abbozza l’ipotesi del “dramma della gelosia”. I professionisti della consulenza psicologica parlano di fragilità dei maschi in generale o di semplice follia.
Eppure solitamente gli stessi giornalisti non usano questo schema per altri comportamenti che si ripetono con la stessa frequenza. Se prendiamo ad esempio il fenomeno drammatico delle “morti del sabato sera” le cause che vengono individuate non sono di tipo “individualistico”. Si parla ad esempio del fatto che le leggi sulla guida in stato di ebbrezza non sono adeguate o del fatto che gli orari delle discoteche andrebbero rivisti. Insomma nessuno qualifica il singolo incidente come mero dramma individuale su cui stendere un rassegnato velo di compassione.
Invece per tutti i casi di padri che uccidono si glissa accuratamente per non ammettere l’evidenza. E cioè che la gestione sociale del problema delle separazioni familiari in presenza dei figli è inadeguata. La bilancia della società pende troppo spesso a favore della madre a cui vengono affidati i figli e la possibilità di manipolarli per metterli contro l’altro genitore. Le conseguenze economiche sfavorevoli a carico del padre non fanno altro che aggravare uno stato di umiliazione e frustrazione che troppi individui normali non riescono a reggere. E allora ecco il “raptus di follia”, che può essere previsto con la stessa probabilità con cui si può prevedere l’incidente per chi si mette alla guida ubriaco alle tre di notte.
|