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Padri separati, ecco i nuovi poveri. |
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Sono senza lavoro, pagano il mutuo e un nuovo affitto: in aumento gli uomini costretti a elemosinare un letto
Milano 4 febbraio 2010 - (Giulia Floris e Francesco Gilioli (Rcd) corriere.it ) - Si separano, perdono il lavoro, devono trovarsi una nuova casa, pagano il vecchio mutuo e un nuovo affitto e spesso non possono vedere i figli. Qualcuno finisce male. La fotografia dei padri separati è impietosa: pochissime luci, molte ombre sinistre. «Su 650 posti letto nelle nostre strutture – racconta a Rcd padre Clemente Meriggi, presidente della fondazione Fratelli di San Francesco che a Milano gestisce alcune strutture per il ricovero dei senzatetto – 80 sono occupati da padri italiani separati».
A Monza, una volta al mese, si riunisce l’associazione Papà separati.
«Il nostro – sottolinea il presidente per la Lombardia, Domenico
Fumagalli – si è trasformato in un ente di carità». Per la
matrimonialista Annamaria Bernardini De Pace spesso sono i padri
separati a essere «irresponsabili» e a non aver saputo «organizzarsi la
vita».
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