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Perdono i benefici fiscali le coppie di fatto che non sono attente alla burocrazia PDF Stampa E-mail
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cassazionebis.jpgDalla sentenza della Cassazione n. 26543 del 5 novembre 2008, si evince che alcune formalità vanno rispettate per potere accedere senza intoppi ai benefici fiscali. 

ROMA 7 Novembre 2008 - Cassazione.net - Le coppie di fatto rischiano di perdere alcuni benefici fiscali se non stanno attente alla burocrazia. Infatti non è detraibile quanto speso dal convivente per ristrutturare la casa della compagna se, già alla data di inizio dei lavori, non era già formalmente residente in quell’abitazione.

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Alex  - Cassazione, coppie di fatto: m     |2008-11-10 02:31:44
Se non si abita insieme, addio ai benefici fiscali sulla casa

ROMA, 7
NOVEMBRE (Apcom) - Se le coppie di fatto non risiedono nella stessa abitazione
possono dire addio ai benefici fiscali sulla casa. La Cassazione, nel ribadire
che tra marito e moglie e coppie di fatto non c'è alcuna differenza, dà però
torto ad una coppia dove entrambi i conviventi avevano detratto dalle tasse la
percentuale prevista dalla legge delle spese di ristrutturazione della loro
abitazione.

I giudici della sezione tributaria della Suprema Corte hanno
respinto il ricorso di Fabrizio C. che dopo aver avuto ragione in commissione
tributaria provinciale a Torino, si era visto ribaltare la decisione in appello
dai giudici tributari regionali del Piemonte. La sentenza di secondo grado, che
aveva accolto le tesi dell'Agenzia delle Entrate, aveva precisato che i lavori
di ristrutturazione nella casa di Gabriella B., convivente di Fabrizio, erano
stati avviati il 5 maggio 1998 e, all'epoca, Fabrizio C. non era residente in
quell'abitazione.

A nulla è servito il ricorso in Cassazione dove la difesa
del contribuente ha obiettato che la sentenza non aveva tenuto in nessun conto
il fatto che sebbene la residenza fosse successiva all'inizio dei lavori, ciò
che conta è che le fatture per quella ristrutturazione sono state pagate quando
Fabrizio e Gabriella, oltre ad essere coppia di fatto, erano tutti e due
residenti proprio nella casa interessata dai lavori. Insomma, secondo Fabrizio
l'importante è quando si paga, non quando arrivano gli operai.

Di diverso
avviso i giudici di piazza Cavour secondo i quali se da un lato la norma che
prevede i benefici fiscali per i lavori di ristrutturazione dell'abitazione dei
coniugi, è fuori dubbio che si applichi anche alle coppie di fatto, d'altra
parte anche rispetto ai coniugi è previsto che "il semplice rapporto
matrimoniale non determina il possesso congiunto di tutti gli immobili che
fossero di proprietà di ciascun coniuge, ma solo di quello concretamente
utilizzato da entrambi". Perciò, dicono i giudici, è importante che la
residenza sia per tutti e due nella stessa casa fin dall'inizio della
ristrutturazione. Il convivente "giramondo" si trova così la strada
sbarrata per la detrazione della spesa dalle tasse.
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