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GUIDA PER GENITORI CHE SI SEPARANO Se la separazione è inevitabile..... Se invece la situazione è oramai troppo deteriorata ed avete già preso delle decisioni relative alla separazione, la lettura d i queste pagine potrà esservi utile. Può darsi che principi religiosi vi facciano sentire in una situazione di acuta contraddizione ed allora è da valutare una consulenza di un religioso. Se i litigi sono quotidiani e violenti, se il senso di solitudine è così opprimente oppure se avete un'altra relazione su cui investite tutte le vostre attenzioni, allora la separazione, seppur evento stressante, può lentamente far conseguire momenti di serenità e consentire di espandere le proprie possibilità riprendendo fiducia e progetti di vita. Mentre alcuni decenni addietro separarsi era un evento insolito, limitato nel pensiero comune a persone famose, come miliardari, artisti e cantanti, tanto che le persone comuni che si separavano erano additate per strada e spesso venivano emarginate, oggi si tratta di un evento statisticamente frequente nella storia di un matrimonio, basti pensare che spesso più bambini in una sola classe di una qualsiasi scuola media o elementare sono figli di genitori separati. Alcuni dei vostri conoscenti probabilmente sono separati e forse anche qualche vostro parente. Negli Stati Uniti, ove il fenomeno ha raggiunto dimensioni massicce molto prima che da noi, studi hanno rilevato come i “secondi” matrimoni siano basati su fondamenta più solide e mature che i primi. Dopo aver fallito un importante progetto di vita, si vuole evidentemente - a meno che non si voglia più intraprendere quella strada - non ripetere gli errori passati. A volte per raggiungere questo obiettivo è bene consultare uno psicologo evitando precipitose scelte: se qualche cosa nel passato è andato storto non è opportuno attribuirne tutta la responsabilità all’ex coniuge. Qualche cosa ci avrà visto come protagonisti nelle nostre scelte ed a volte queste toccano aree della nostra personalità di cui siamo poco coscienti e consapevoli. In ogni caso alcune coppie si separano trovando autonomamente soluzioni per l’affidamento dei figli, altre necessitano di una consulenza familiare, poiché separarsi, soprattutto quando ci sono dei figli, è un esperienza non facile. Bisogna anche distinguere i casi in cui la separazione è voluta da entrambi, ed è stata quindi una scelta condivisa e maturata nel tempo, e i casi in cui invece uno solo l’ha voluta. In questa seconda ipotesi le emozioni che seguono la perdita di una relazione ritenuta importante sono molte e spesso violente. Come nel caso di qualunque altra perdita improvvisa ed importante (ad esempio la morte di un caro), si possono susseguire uno dopo l’altro stupore, rabbia, disperazione e rassegnazione. A volte è necessario accettare di vivere tutti questi momenti per progredire e poter mettere le basi di una rinascita. Ancorarsi ad una di queste fasi può portare a situazioni di stallo patologiche per sé, i propri familiari, i figli (una rabbia cronica, una depressione inguaribile). Diversi sono quindi i motivi per valutare l’opportunità di ricorrere alla consulenza di uno psicologo o di una assistente sociale. Gli operatori dei Consultori Familiari sono quotidianamente impegnati in questo lavoro e possiedono quindi una esperienza mediamente più alta che altri operatori privati. Sarebbe facile in questi contesti trovare operatori non esperti che colludano con gli stalli psicologici e con i tentativi di un ex-coniuge di riporre tutta la responsabilità e la negatività nell’altro. I Consultori offrono molte possibilità di procedere in percorsi di consulenza ed autorafforzamento. Un’opera di mediazione per trovare le soluzioni migliori ai fini dell’affidamento dei figli può esser utile (ed economica!!). Si vedrà come statisticamente le separazioni giudiziali richiedano tre anni di percorso legale (senza considerare l’Appello e la Cassazione), ottenendo scarsi risultati se si cerca di far attribuire la “colpa” all’ex coniuge. Tuttavia, alcuni casi non possono trovare beneficio da un’opera di mediazione, quando vi sia incapacità di uno o entrambi i partecipanti di rappresentare in modo adeguato i propri interessi oppure si riscontri una distribuzione estremamente diseguale del potere negoziale tra le due patri. In tal senso si citano la patologia psichiatrica grave, il ritardo mentale, l’abuso di sostanze, problemi di violenza fisica familiare. A volte i Consultori sono chiamati dal Giudice ad esprimere pareri sull’affidamento dei figli; questi pareri necessariamente non possono accontentare tutte le parti in causa e possono suscitare ostilità. Si vorrebbe, quando si è estremamente arrabbiati e tesi, aver ragione su tutto ed ottenere tutto. In questi casi vi è comunque la possibilità di chiedere un aiuto personale ad un operatore consultoriale non impegnato nella consulenza al Tribunale. Verrà rispettato il segreto professionale e si avranno così maggiori possibilità di approfondire la conoscenza di se stessi e di sperimentare le proprie soluzioni più adatte e meno perniciose anche per gli altri.
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