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| L'assegnazione della casa deve sempre tutelare i figli |
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Svolta in una sentenza della Consulta: chi si risposa ora non perderà più automaticamente il diritto all'alloggio ROMA 30 Luglio 2008 - Lastampa - Se i genitori si separano, e uno dei due convive, o si è già risposato, l’assegnazione della casa coniugale deve tenere conto della tutela dei figli. La svolta arriva da una sentenza della Corte Costituzionale: «L’assegnazione della casa coniugale non viene meno di diritto al verificarsi degli eventi di cui si tratta (instaurazione di una convivenza di fatto, nuovo matrimonio), mala decadenza dalla stessa deve essere subordinata ad un giudizio di conformità all’interesse del minore».
Poche righe che ribaltano la situazione che si è creata fino ad oggi. Chi si risposa, o convive dopo la separazione, infatti, per la maggioranza dei giudici, perde il diritto all’alloggio. La Consulta ha accolto la tesi dei tribunali di Firenze e Ragusa e della Corte d’appello di Bologna, risolvendo uno dei punti più controversi della “Legge 54”, che regola i casi di affido. Sarebbe infatti incostituzionale- scrive la Corte Costituzionale- l'interpretazione letterale dell'art. 155 quater del codice civile da parte dei giudici italiani perché «non coerente con i fini di tutela della prole, per i quali l’istituto è sorto».
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