Bimba contesa, appello su facebook Il padre: "Non la vedo da 4 mesi" PDF Stampa E-mail
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129960-lovari.jpgA maggio la piccola è stata riportata in Lituania dalla madre. Il padre, aretino, l'ha denunciata per sottrazione di minore. Il 20 novembre il processo. L'uomo è andato due volte in Lituania per rivederla ma l'ex convivente non glielo ha permesso. Di qui l'appello su facebook per avere un aiuto dagli utenti del network.

Arezzo, 29 ottobre 2008  - di Federico D'ascoli - Lanazione.ilsole24 - Ha provato in tutte le maniere a far tornare la sua piccola Maria ad Arezzo. Prima tentando di far tornare sui suoi passi l’ex convivente lituana Saule Šaltenyte,

poi denunciandola al tribunale dei minori di Firenze per la sottrazione della figlia, infine con due viaggi della speranza a Vilnius che si sono conclusi senza aver potuto incontrare la sua bimba che ha tre anni e che non vede da ormai quattro mesi.  

Adesso Leonardo Lovari (nella foto), l’aretino di 49 anni ex portiere professionista di Siena, Reggiana, Montevarchi e Sangiovannese, punta sulla Rete. Internet, non quella che ha difeso per anni con i guanti per evitare un gol. Con un 'gruppo' su Facebook, il network sociale che sta spopolando in tutto il mondo.

Barack Obama e John McCain lo stanno utilizzando per mettersi in contatto con i loro possibili elettori americani, in Italia anche l’arcivescovo di Napoli cardinale Crescenzio Sepe ha un suo profilo che usa per dialogare con i fedeli: "Ho oltre 200 nuovi amici al giorno" ha rivelato ieri. Sono solo tre degli oltre 132 milioni di utenti in tutto il mondo che hanno creato un profilo che contiene foto e liste di interessi personali, si scambiano messaggi privati o pubblici e fanno parte di gruppi di amici.

È qui che Leonardo Lovari ha fondato un gruppo a cui si sono già iscritti 538 utenti di Facebook: "Aiutatemi a farmi vedere mia figlia" il nome scelto. Dopo il secondo viaggio finito male nel paese baltico, dove nonostante le insistenze, non è riuscito a incontrare la figlia che è stata portata via dalla madre, ha lanciato un appello rivolto a tutti i partecipanti del suo gruppo: "Vi ringrazio, ma sono veramente deluso che nel 2008 si possa ancora avere dei concetti così arretrati sulla famiglia ma soprattutto per il ruolo di un padre - scrive nel suo messaggio Lovari - venerdì scorso sono andato di nuovo in Lituania con tanta speranza, e tramite il mio avvocato lituano ho annunciato il mio arrivo e che volevo prendere Maria per andare a mangiare una pizza in tutta tranquillità con lei. La mia ex convivente mi ha risposto che era in Italia (nonostante sia ricercata per sottrazione di minore) e che io non potevo prenderla perché, secondo lei, avevo intenzione di rapirla. Se volevo vedere la mia Maria dovevo entrare in casa sua".

Un compromesso che Lovari si è rifiutato di accettare: "Ad ora la bambina non è stata affidata a nessuno: ho il pieno diritto di esercitare la patria potestà e di prelevarla senza che nessuno possa dirmi nulla - spiega l’ex calciatore su Facebook - tra Italia e Lituania c’è stato un conflitto di competenza. Il paese dell’ex Urss, senza consultare i documenti, si è dichiarato competente perché, secondo loro, la bambina è lituana e ha vissuto a Vilnius".

In realtà Lovari afferma a gran voce che la bimba è cresciuta ad Arezzo dove ha anche frequentato per due anni un asilo nido, un fatto pienamente documentato: "Così tutti i diritti di un padre vengono letteralmente presi a calci - si sfoga il padre della bambina contesa - il ridicolo di questa storia è che il 20 novembre a Firenze ci sarà un’udienza per l’affidamento di Maria, preceduta il 7 novembre da una dello stesso tipo in Lituania, anche se io non ho ricevuto nessuna notifica del procedimento. Sono affranto ma determinato e ricorrerò a tutti i tribunali di competenza: fino alla corte di Strasburgo".


L’appello di Leonardo il padre disperato, si conclude con la richiesta di diffondere più possibile su Facebook il suo messaggio: ci sono 132 milioni di amici virtuali a cui chiede una mano per riavere la sua bambina.

Federico D'ascoli

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