Questa problematica ha assunto negli ultimi tempi una rilevanza crescente sia per l'aumento di separazioni conflittuali sia perché l’Italia sta sempre più assumendo la duplice funzione di territorio di destinazione definitiva e di transito dell’ondata di migrazione comunitaria ed extracomunitaria. Un fenomeno legato sempre più a mutamenti geo e socio-politici che determinano nel nostro Paese e in tutta l’Europa il costituirsi di formazioni sociali multirazziali, multiculturali e multireligiose. E proprio la diversità di cultura, fede religiosa e tradizioni, sono i fattori che in genere stanno alla base della disgregazione delle coppie miste.
Il genitore che sottrae il proprio figlio portandolo indebitamente all’estero senza il consenso dell’altro genitore, o addirittura in assenza di una precedente decisione giudiziaria, solitamente ritiene di esercitare un proprio diritto naturale che gli deriva dalla propria tradizione e cultura ed alcune volte è spinto dal pensiero di raggiungere una legislazione a lui più favorevole nello stato d’origine. Ed è solo nel momento in cui la conflittualità genitoriale arriva al punto di impedire il mantenimento dei contatti fra figli e i genitori che ci si accorge come siano carenti gli istituti internazionali per tutelare un minore vittima di una rapimento. La giurisdizione italiana prevede alcune norme per punire l’autore dell'illecita sottrazione che però non hanno efficacia a fare rientrare il bambino nel paese d'origine. Attualmente i soli strumenti a disposizione del genitore connazionale che ha perso il figlio sono la Convenzione Europea di Lussemburgo del 20 maggio 1980 e la Convenzione dell'Aja del 25 ottobre 1980 che riferiscono la competenza all’Autorità Centrale per l’Italia che è il Dipartimento Giustizia Minorile presso il Ministero della Giustizia. In caso di non applicabilità delle normative (quando il bambino è stato condotto in uno stato che non aderisce alle suddette convenzioni) allora la competenza viene dirottata della Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Migratorie del Ministero degli Affari Esteri.
E’ quindi quanto mai urgente valorizzare ed aiutare l’integrazione tra le varie etnie e quindi anche studiare adeguatamente i numerosi accordi internazionali in materia di immigrazione e ricercare un denominatore comune tra gli ordinamenti dei Paesi di provenienza e di accoglienza. Ma bisogna individuare ed adottare procedure efficaci per contrastare la sottrazione del minore, un fenomeno in rapida progressione a causa si di fattori quali la diversità fra culture, religioni e legislazioni in materia familiare ma anche facilitato dalla libera circolazione delle persone all’interno della Comunità Europea e dalla riservatezza dei dati personali che non può essere fornita senza il consenso degli interessati.
di Massimiliano Fanni Canelles








