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IN COMMISSIONE PRIMO OK AL DIVORZIO BREVE
ROMA - Il Senato ci riprova. Dopo che nella scorsa legislatura una proposta di legge sul divorzio breve fu affossata in Aula alla Camera, a Palazzo Madama arriva un'analoga iniziativa che prevede lo scioglimento del matrimonio dopo un anno. La commissione Giustizia ha infatti dato l'ok all'adozione come testo base di un articolato presentato dal senatore del Pd Massimo Brutti. Il termine per gli emendamenti é stato fissato per il 22 gennaio e quindi il provvedimento potrebbe approdare in Aula già a febbraio. "Intendiamo procedere speditamente - spiega Brutti - anche perché le statistiche ci convincono che si tratta di un problema serio". Di qui la proposta, in dieci articoli e che potrà comunque essere modificata.
"E' probabile - spiega ancora il relatore - che venga proposto un emendamento per portare da un anno a sei mesi il tempo previsto in caso non ci siano figli. E' una proposta che era stata avanzata in sede di dibattito, ma è chiaro che io ho dovuto fare una sintesi di tutto ciò che era emerso". Brutti, si dice poi ottimista sull'approvazione, nonostante le difficoltà che si registrano in genere su queste materie. "Finora - osserva - ho visto una certa disponibilità anche da parte di interlocutori che, ad esempio, sono riluttanti sui Cus".
Il testo base sul divorzio breve messo a punto da Massimo Brutti al Senato unifica otto disegni di legge presentati in commissione Giustizia ed è stato approvato con un voto bipartisan unanime. Nella commissione, al momento del voto, comunque mancava il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio che, se presente, avrebbe espresso un parere negativo. Mancavano anche altri esponenti cattolici dell'Udc e, soprattutto, in commissione non c'erano gli esponenti teodem del Partito democratico che sono su posizioni cattoliche ortodosse. Questi i punti salienti del ddl, composto da 10 articoli della legge.
- Il principio che basta "un anno" di separazione per arrivare allo scioglimento del matrimonio è fissato nel primo articolo che cassa il periodo di "tre anni" previsti dall' attuale legge.
- Nel secondo articolo si afferma che "il giudice può stabilire in favore di uno dei due coniugi il diritto di ricevere dall'altro quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia redditi propri".
- Il terzo articolo stabilisce che "gli effetti dello scioglimento della comunione si producono automaticamente al momento in cui viene depositata la domanda di separazione, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio".
- Il quarto articolo modifica un comma dell' art. 177 del Codice civile e stabilisce che costituiscono oggetto della comunione dei beni, anche "i proventi dell'attività separata di ciascuno dei due coniugi e l'indennità di fine rapporto di lavoro, percepita prima dello scioglimento della comunione dei beni e relativa agli anni in cui il rapporto di lavoro coincide con la convivenza matrimoniale".
- Il quinto articolo stabilisce, in caso di separazione dei beni, per il coniuge a cui sia stato riconosciuto dalla sentenza, un assegno di mantenimento, anche il godimento di "una percentuale del tfr pari al 40 per cento dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro dell' altro coniuge è coinciso con la convivenza matrimoniale". Questo decade se il coniuge economicamente più debole si risposa.
- L'articolo sette regolamenta l'assegnazione della casa. Il giudice è tenuto a considerare "l'interesse dei figli, minori o maggiorenni, non economicamente indipendenti, della coppia". Il provvedimento cessa quando i figli diventano maggiorenni e indipendenti economicamente. Nel caso di assenza di figli, allora il giudice "può attribuire la casa al coniuge economicamente più debole", anche se sono comproprietari del bene.
- L'articolo nove è una norma transitoria e stabilisce che l'articolo 1, se i due coniugi sono consenzienti si applica anche "alle separazioni contenziose già concluse, anche con sentenza non definitiva" e alle "separazioni consensuali i cui procedimenti siano in corso al momento dell'entrata in vigore della legge". Il termine per emendare questo testo è stato fissato per il 22 gennaio.
Ansa.it
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