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Entra nella casa coniugale da ex? Deve risarcire la moglie PDF Stampa E-mail
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cassazione_ultimo.jpgNessuna tolleranza nemmeno se lui è comproprietario dell'appartamento. Lo stabilisce la Cassazione definendo reato di invasione di edificio l'ingresso dell'ex marito nell'abitazione condivisa prima della separazione.

Roma, 8 maggio 2009 - (Adnkronos) - L'ex marito che entra nella casa coniugale assegnata, in sede di separazione, alla moglie deve risarcirla con un pingue assegno. Parola di Cassazione (seconda sezione penale, sentenza 19116) che sottolinea come l'ingresso del coniuge separato in quello che fu il nido coniugale è reato di invasione di edificio. Come tale passibile di condanna del coniuge che si rende protagonista dell'invasione domestica con tanto di risarcimento del danno patito. Nessun margine di tolleranza nemmeno se lui è comproprietario dell'appartamento in questione.

In questo modo, la Suprema Corte ha confermato la condanna ad una provvisionale di 15.500 euro ai danni di Vincenzo S., un marito 50enne della capitale che era entrato nella parte dell'ex appartamento coniugale assegnato alla moglie e ai figli minori. Per l'invasione di casa la consorte aveva denunciato l'ex marito.

La vicenda era finita davanti al Tribunale di Roma che, nel giugno 2002, aveva mandato assolto Vincenzo. In appello però i giudici della capitale, con decisione dell'ottobre 2003, condannavano Vincenzo S. a liquidare alla ex consorte una provvisionale di 15.500 euro per il reato di invasione di edificio. Inutilmente l'ex marito ha tentato di difendersi in Cassazione sostenendo che era comproprietario dell'appartamento in questione al 50% e che il risarcimento da liquidare alla moglie era eccessivo visto che lei aveva in mente di darlo in affitto per una somma non superiore a 600 euro mensili.

Piazza Cavour ha dichiarato inammissibile il ricorso di Vincenzo S. evidenziando la ''manifesta infondatezza dei motivi di ricorso che preclude la possibilità di dichiarare le cause di non punibilità''. Inoltre per effetto della bocciatura del ricorso, Vincenzo è stato pure condannato a pagare 1.000 euro alla cassa delle ammende per aver fatto perdere tempo alla giustizia.
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