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QUANDO L’INGIUSTIZIA DIVENTA…GIUSTA. PDF Stampa E-mail
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STORIA DI UN NUCLEO FAMILIARE CHE TORNA A SORRIDERE CON IL RITORNO A CASA DEI FIGLI

Bologna 22 Settembre 2007. La storia che vogliamo raccontarvi, ovviamente senza menzionare gli attori protagonisti, dovrebbe servire a tutte le coppie per orientarsi nei non sempre facili meandri della giustizia minorile. Accade che due genitori – che hanno messo al mondo due figli – ad un certo punto dell’esistenza cadono nel vortice della droga e, per di più si lasciano.

Inevitabilmente il Tribunale per i Minorenni interviene, per tutelare gli interessi dei figli minori.
Entrano in gioco, come sempre accade in questi casi, i Servizi Sociali, i quali affiancano il padre e la madre nel rapporto con i figli.
Tuttavia il Tribunale per i Minorenni lascia che i figli restino collocati presso la madre, e regolamenta il diritto di visita del padre.
In poche parole interviene, ma senza adottare un provvedimento particolarmente invasivo.
Qualche tempo dopo la situazione muta radicalmente.
Entrambi escono dal tunnel della droga; sotto il profilo finanziario c’è un deciso riassesto e soprattutto arriva la riconciliazione.
Si ricostituisce – provvidenzialmente – il nucleo familiare.
Istintivamente i genitori non accettano più di buon grado la presenza del Servizio Sociale e per questo nascono i primi dissapori e le prime incomprensioni con la Pubblica Istituzione.
A causa di questa carente collaborazione con il Servizio il Tribunale per i Minorenni allontana i figli dalla famiglia e li colloca in una struttura protetta segreta.
Il Tribunale emette quindi uno fra i provvedimenti più duri della casistica (si noti la collocazione in struttura segreta): paradossalmente e inspiegabilmente l’intervento si fa massimamente restrittivo quando non ce ne sarebbero più i presupposti di legge.
L’unica ragione è, come detto, la scarsa collaborazione: ma in questo modo il Tribunale – a mio avviso – travisa le sue funzioni che non sono quelle di punire l’atteggiamento anche ostruzionistico dei genitori ma esclusivamente quelle di tutelare gli interessi di soggetti minori di età.
Lo scrivente avvocato tranquillizza immediatamente i genitori, ripetendo più volte: “presto si riparerà all’errore…presto i bambini torneranno a casa”.
Siamo a giugno.
Partiamo con un reclamo alla Corte d’Appello che viene rigettato per motivi procedurali contro tutti i precedenti della Cassazione, e quindi illegittimamente: ma tant’è.
Non ci abbattiamo e presentiamo (il giorno seguente al rigetto) un nuovo ricorso al Tribunale per i Minorenni: arriva un nuovo rigetto, questa volta nel merito, ma con un tangibile segno di apertura.
E così giungiamo al terzo atto giudiziario, cui fa seguito una lunga udienza (alla presenza dei genitori) chiarificatrice.
E finalmente, quest’oggi, la revoca del provvedimento.
I bambini tornano a casa.
Un’emozione fortissima: in primis per i genitori, ma anche per il sottoscritto e per l’Associazione Papà Separati Onlus nazionale, che non ha fatto mancare il proprio appoggio al padre e alla madre.
E tanti insegnamenti ricevuti, che è bene condividere con tutti gli utenti.
Primo: i genitori devono collaborare con il Servizio Sociale e non possono considerarlo mai un nemico o una controparte. Viceversa rischiano di subire sulla propria pelle provvedimenti restrittivi (ingiusti ed abnormi, ma comunque efficaci e devastanti).
Secondo: la riconciliazione fra i genitori è una fra le carte più importanti che ci si può giocare dinanzi ad un Giudice minorile.
Terzo: anche i Giudici sbagliano. A mio avviso in buona fede (personalmente credo nella giustizia), ma possono sbagliare. Non ci si deve però mai perdere d’animo e quando si hanno delle ragioni le si deve far valere.
Noi, in poco più di 3 mesi e con le ferie giudiziarie di mezzo abbiamo presentato 1 reclamo in Corte d’Appello, 2 ricorsi al Tribunale per i Minorenni, decine di documenti e presenziato a 2 udienze.
Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Come avvocato sono contento di poter dire che la Giustizia dimostra di funzionare non solo quando è “giusta” ma anche quando sa ravvedersi.
Come cittadino sono contento di poter dire che una famiglia, da stasera, è più felice.
Basta crederci. Sempre e comunque.
 
Associazione Papà Separati Onlus nazionale Bologna
 
Avv. Francesco Biagini
 
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